Importante iniziativa congiunta del Tavolo del creato e dell’Ufficio per l’Ecumenismo, in occasione della presenza della Mostra dell’Ecologia Integrale presso la parrocchia della Beata Vergine Immacolata. Serata in collegamento con un prof. Zamagni costretto dall’influenza alla lezione a distanza, che non gli ha impedito di dimostrare la sua grande forza e vitalità ogni volta che si affrontano temi di stringente attualità e rilevanza.
Le evidenze del degrado ambientale e della perdita di grandi percentuali di ecosistemi terrestri e marini sono, infatti, andate oltre ogni pessimistica aspettativa ma non devono soffocare quei semi di speranza che tutti noi siamo chiamati a coltivare.
Il professore ed economista ha da subito richiamato la persistente confusione di pensiero tra il concetto di sviluppo e quello di crescita, ribadendo come siano tre le dimensioni che dovrebbero caratterizzare la sostenibilità di un modello di sviluppo: crescita, dimensione relazionale (ambientale e sociale) e spirituale. Da qui la necessità di introdurre in economia metriche più centrate sul benessere, che superino il concetto di PIL e che consentano di misurare correttamente lo sviluppo.
Non è mancato un riferimento alle attuali politiche di mitigazione e adattamento ritenute sicuramente importanti ma non sufficienti a fronteggiare le sfide attuali di fronte alle quali solo politiche di trasformazione possono risultare efficaci. Al centro della riflessione il rammarico per l’occasione perduta con la revisione dell’art.9 della Costituzione che, pur introducendo una nuova attenzione all’ambiente, non lo ha definito un bene comune globale impedendone, di fatto, la gestione comunitaria con strumenti quali la democrazia deliberativa.
Dopo aver sottolineato la grande accoglienza riservata da tutto il mondo alla Laudato Si’ di Papa Francesco, ha ricordato come questa sia stata oggetto di traduzione persino nei paesi arabi. L’enciclica introduce, per la prima volta, il concetto di Ecologia Integrale e si inserisce nel lungo percorso della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, che ha segnato momenti particolarmente significativi come quando è giunta a definire lo sviluppo il nuovo nome della pace.
Si capisce così come, alla base del discorso sulla sostenibilità, non vi sia un problema di razionalità bensì di etica ed il riferimento del professore al documento “Mensuram Bonam” ci invita a riflettere su quali azioni mettere in campo in questi tempi di guerre privatizzate, dove sono le imprese che costruiscono armi a guidare le decisioni.
Per contrastare poi le resistenze che, naturalmente, emergono quando si introducono percorsi di transizione, il professore richiama la teoria della traversa che, per passare da quello iniziale ad un nuovo equilibrio, richiede che le forze sociali che ne subiscono i costi possano disporre di fondi di compensazione. A conclusione della serata e con riferimento alla Mostra ed alle attività che si svolgono in diocesi, un forte incoraggiamento da parte del professore a proseguire su questa strada. La registrazione dell’intero intervento è disponibile sul sito della Zona Pastorale Barca.
Marco Malagoli
Tavolo diocesano per la Custodia del Creato
Il Cantico
ISSN 1974-2339
Pubblicazione riservata
