La guerra è la negazione di tutti i diritti e una drammatica aggressione all’ambiente (FT 257).
Papa Francesco ci ricorda che è in corso una “Terza guerra mondiale a pezzi” con conflitti che si stanno allargando sempre più, carichi di sofferenze e di morti e di come l’umanità stia correndo un grosso pericolo. È in atto inoltre una pericolosa corsa al riarmo e le spese militari aumentano a scapito di risorse che potrebbero essere impiegate per combattere la fame, la sete, per cure mediche e per la giustizia climatica.
I dati Oxfam presentati al G7 di giugno 2024, confermano che meno del 3% della spesa militare dei paesi del G7, azzererebbe i debiti del Sud del mondo ed eliminerebbe la fame!
Un mondo in guerra permanente mette a rischio la nostra vita, con effetti diretti e indiretti, duraturi nel tempo e quindi sulle generazioni future; contrasta inoltre con gli impegni assunti dalla comunità internazionale per mitigare gli effetti del riscaldamento globale.
Il complesso industriale-militare è tra i principali emettitori di gas serra e il suo impatto comincia prima delle guerre combattute, nella produzione di artiglieria e nell’addestramento delle forze armate. Si stima che se le forze armate fossero un paese, sarebbero la quarta impronta di carbonio al mondo dopo Cina, Stati Uniti e India.
Il riscaldamento climatico unito al degrado ambientale tenderà a inasprire la conflittualità globale. La desertificazione, le alluvioni e l’accaparramento delle terre e delle risorse, mette in crisi le economie locali, aumentando la povertà di intere popolazioni, costrette a migrazioni forzate.
In un mondo dilaniato dai conflitti e da una cultura che ha espulso ogni riferimento al tema della pace, occorre rimettere al centro la cura della pace.
L’attenzione verso i diritti fondamentali della persona e dei diritti dei popoli è parte integrante di questa cura, che non può quindi prescindere dal mettersi sempre dal punto di vista delle vittime, con lo sguardo alle generazioni future cui consegniamo un futuro incerto.
È importante fornire alla politica nuovi strumenti per prendersi cura della pace ed educare ad essa, come gli Assessorati della Pace.
Uniamo le nostre voci per costruire la pace, partecipando a iniziative per la pace e il disarmo, come quelle del Portico della Pace e, operiamo scelte concrete impegnandoci a non depositare e investire in banche compromesse con la produzione e il commercio di armi. Firmiamo per chiedere un Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili.
Chiediamo di sottoscrivere e ratificare il Trattato per la proibizione delle armi nucleari e facciamoci promotori della campagna “Ministero della Pace. Una scelta di governo”
I pannelli sulla pace, che quest’anno integrano la Mostra sull’Ecologia Integrale, ci sollecitano a diventare artigiani di pace, attraverso un cambiamento che deve partire da noi stessi, nelle nostre relazioni e nelle nostre scelte, per seminare giorno per giorno quei semi di pace che potranno un domani portare frutto.
Teresa Tosetti,
Tavolo diocesano
per la custodia del creato
e nuovi stili di vita
Il Cantico
ISSN 1974-2339
Pubblicazione riservata