Il Cantico
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Oggi siamo qui non tanto per celebrare la conclusione di un percorso ma per celebrare un evento di fraternità che qui a Casa Frate Jacopa si è operato attraverso il Progetto “Esperimenti di solidarietà”, un Progetto che siamo convinti abbia in sé stimoli importanti per una ulteriorità personale e sociale, feconda di bene. Un ringraziamento particolare permettetemi di porgerlo alle autorità. Ci onorano della loro presenza l’Assessore ai Servizi Sociali del Municipio 18 – Roma Aurelio, Vito Rapisarda; il Presidente della Consulta H, Riccardo Rossi; rappresentanti della Giunta e della Commissione dei Servizi Sociali del Municipio 18, in particolare l’Assistente sociale Luigia Minafra. Ed abbiamo la Presidenza dell’Unione Nazionale Cooperative Italiane (Unci), che, venuta a conoscenza del nostro Progetto e dell’Associazione SolidAbile, ha prontamente aperto le porte dell’Unci ad una significativa esperienza di inserimento lavorativo, praticamente in contemporanea allo sviluppo del nostro Progetto.

Il Progetto “Esperimenti di solidarietà” è frutto di una profonda consonanza tra i vari soggetti coinvolti, innanzitutto tra la Cooperativa Frate Jacopa e l’Associazione SolidAbile che ha permesso di individuare le linee portanti del Progetto. Ma il Progetto è frutto anche di un incontro positivo con le Istituzioni. Qui ci preme testimoniare la prontezza con cui l’Assessorato ai Servizi Sociali del Municipio 18 lo ha accolto e approvato, rendendolo così praticabile. Voi tutti sapete che la finalità del Progetto “Esperimenti di solidarietà” era quella di aiutare a crescere ragazzi diversamente abili in un percorso di autonomia attraverso un processo di formazione-lavoro e dunque di avvio a quella assunzione di responsabilità e di impegno che il lavoro comporta.

Ci ha entusiasmato partire in questa avventura, anche se come Cooperativa eravamo alla prima esperienza di questo tipo. Ci ha sorretto fortemente la matrice francescana che ci chiama alla valorizzazione di ciascuno e che vede nel lavoro una grazia, un dono, indispensabile esperienza per ogni uomo. E ci hanno guidato le motivazioni profonde della cooperativa sociale, convinti più che mai che ognuno di noi nello svolgimento delle proprie attività, avendo attenzione all’altro, può rifluire positivamente per percorsi di dignità e di crescita che sono possibili solo nella interazione delle persone e dei talenti.

Ci ha emozionato toccare con mano come l’avere un impegno, una attività “lavorativa” sia determinante, sia motore di dignità, sia pieno di senso per la persona stessa e costituisca apertura ad una rinnovata coscienza di appartenenza sociale. Noi desideriamo ringraziare pubblicamente i ragazzi che sono stati i primi protagonisti di questa esperienza. Li ringraziamo anzitutto per l’aiuto che ci hanno dato in questi mesi nella nostra struttura di accoglienza e vogliamo dire a tutti voi che abbiamo imparato molto sul senso di fraternità, di compartecipazione che abbiamo visto costantemente tra di loro. In una società marcata sempre più dall’indifferenza vedere come questi ragazzi si aiutano l’un l’altro, vedere come la gioia e la sofferenza dell’uno diventino gioia e sofferenza dell’altro, ci ha fatto pensare ad una umanità migliore. Soprattutto vogliamo ringraziarli per quanto ci hanno testimoniato con lo sforzo dei piccoli passi giorno dopo giorno, uno sforzo che nella fedeltà all’impegno si è trasformato via via in una conquista di serenità, in un modo di porsi più interattivo, in una migliore capacità di gestirsi.

E dobbiamo ringraziare gli operatori dell’Associazione SolidAbile che li hanno accompagnati lungo tutto il percorso, perché ci hanno insegnato a capire come stare con tutti loro con semplicità e tenacia, sempre protesi al bene dell’altro che è da promuovere al di là e al di sopra di ogni efficienza; è solo così infatti che le risorse, piccole o grandi che siano, possono fruttificare. Siamo convinti che questo di Frate Jacopa sia stato un vero e proprio laboratorio di fraternità. Casa Frate Jacopa, questa piccola struttura di accoglienza, molto familiare, ha offerto la possibilità ai ragazzi di muoversi in un ambiente che hanno immediatamente potuto conoscere e sentire vicino; fin dai primi momenti la Casa ha costituito per loro uno spazio non estraneo, quasi uno spazio domestico. I ragazzi hanno fatto amicizia con ognuno dei nostri volontari e con gli stessi ospiti della Casa che ne hanno molto apprezzato e gradito la presenza. Il Progetto è stato quindi benefico certamente per i suoi primi destinatari, ma al tempo stesso ha avuto una ricaduta, oltre che su di noi, anche su chi accostava la Casa, offrendo messaggi per una cultura diversa, una cultura del rispetto e dell’accoglienza di ogni diversità.

Momenti importanti nel corso di questi mesi sono state le visite assidue dell’Assistente sociale Luigia Minafra, che sempre ha incoraggiato e seguito i ragazzi, visite a cui ha fatto seguito anche l’interessamento del Dott. Riccardo Rossi che, come presidente della Consulta H, ha dato la possibilità di ospitare qui il Convegno “Dopo di noi”. E tutto accompagnato dalla significativa attenzione dell’Assessore ai Servizi sociali sia con la sua segreteria sia presenziando personalmente. Si è verificato qui quello che noi ci aspetteremmo sempre dalla politica e dai responsabili della cosa pubblica: quel promuovere il servizio al bene comune che passa dall’attenzione alle persone a partire dai più svantaggiati perché su questo si misura la civiltà. L’interazione tra pubblico e privato si è così rivelata una risorsa per i ragazzi, per le famiglie, per le nostre associazioni ma anche, riteniamo, per il territorio, perché una rinnovata consapevolezza contribuisce indubbiamente a rinnovati percorsi di cittadinanza responsabile, promotori di una più autentica socialità…

Cooperativa Sociale Frate Jacopa

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