Il Cantico

Nei mesi di dicembre e gennaio scorsi, la Fraternità Francescana “Frate Jacopa” ha partecipato alle Missioni al popolo della Parrocchia S. Maria Annuziata di Fossolo in Bologna. Riportiamo la testimonianza di un giovane parrocchiano.

La sua parola seminata sul tappeto di casa | ilcantico.fratejacopa.net

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Il grande mistero al centro della nostra fede, l’Eucaristia, è il sogno di Dio di farsi nostra carne, di abitare stabilmente la nostra quotidianità. Per riscoprire questo sogno, in occasione della Decennale eucaristica la parrocchia di Santa Maria Annunziata di Fossolo a Bologna, ha dato vita ad alcuni “Centri d’ascolto” della Parola di Dio. Grazie alla disponibilità di alcune famiglie, che hanno aperto le porte della propria casa, fra gennaio e febbraio sono state realizzate quattro serate di preghiera, riflessione e condivisione di due brani eucaristici: il Vangelo di Marco (6, 30-44) e la prima lettera di S. Paolo ai Corinzi (11, 17-32).

Lo spirito che anima questa tradizione delle decennali eucaristiche a Fossolo è molto chiaro: far sì che la Parola di Dio non rimanga appannaggio del luogo comunitario per eccellenza, la chiesa parrocchiale, ma si diffonda anche nelle case che la circondano: la parrocchia, infatti, (dal greco: “parà oikìa” = “presso le case”) è famiglia di famiglie e in quest’occasione è stato ancora più evidente. In questo modo la Parola di Dio può viaggiare anche attraverso il canale informale del passaparola fra vicini: ciascuna zona era avvisata del relativo appuntamento e chiunque poteva partecipare, anche fuori dal consueto giro degli habituée…

L’intento missionario e inclusivo dell’iniziativa è indubbio, seppure sia anche il più arduo da concretizzare. L’atmosfera famigliare e raccolta che io stesso ho sperimentato, ha realizzato secondo me un primo, discreto miracolo: le piccole “fortezze” individuali si sono dischiuse e hanno permesso a tutti di sentirsi fisicamente e interiormente più vicini. Lo sforzo richiesto a ciascuno è sempre quello di vincere la pigrizia serale (che quest’anno ha trovato una valida alleata nella neve) e la timidezza di condividere in semplicità ciò che l’ascolto fa maturare nel cuore.

Una volta rotto il ghiaccio – e per questo bisogna ringraziare le guide che hanno animato le singole serate – ho scoperto nelle persone attorno a me una sincera apertura e solidarietà che ci ha fatto toccare con mano la natura della Chiesa. E in quei gruppi in cui non tutti i volti erano noti, c’è stata finalmente l’opportunità di presentarsi con un giro di nomi. In merito ai brani adottati, il messaggio è a mio parere molto forte: la comunione che Dio vuole tessere con ciascuno di noi passa necessariamente e sostanzialmente per l’altro, il fratello, il prossimo. Da qui non si scappa!

E a pensarci bene questo fatto può anche spaventarci un po’, perché la Parola di Dio ci interpella nel vivo delle nostre giornate, delle nostre scelte, delle nostre relazioni. Ma è anche liberante sapere che, come dice il famoso canto, “Dio sta nei fratelli tuoi”. Un ultimo aspetto che mi piace sottolineare è che la Parola di Dio non si smentisce mai. Di volta in volta, lo stesso brano risuona diversamente in ciascuno, rivelando una Parola sempre nuova, sempre viva, sempre autentica. Ascoltando gli interventi degli altri ci si accorge di questa verità e nasce il desiderio di benedire di ciò il Signore.

Francesco Masina

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