Dalla viva voce di Mons. Matteo Zuppi

È interessante la storia in Mozambico perché effettivamente ci siamo trovati ad essere artigiani di pace. Come sapete da quando ero ragazzino faccio parte della Comunità di S.Egidio. In Mozambico c’era la guerra. In realtà noi ci siamo occupati del Mozambico perché c’era la fame. La guerra produce anche tanta fame perché distrugge tutto, non si produceva più, non c’era più nulla. Un Vescovo nostro amico è venuto a trovarci in Italia… Ci ha raccontato delle cose terribili. E abbiamo cominciato a mandare degli aiuti.
Poi questo Vescovo ci ha detto “Guardate è inutile che mandiate aiuti perché il vero aiuto è la pace”. Allora ci siamo messi a parlare con il Governo del Mozambico e con la guerriglia che si chiamava ReNaMo. Poi abbiamo cominciato a invitare uno di questi e non voleva venire perché aveva paura. Indubbiamente il fatto che eravamo una comunità religiosa, cattolica, ha aiutato molto, perché bisogna essere credibili, bisogna essere persone che non hanno altro interesse che la pace. Sono venuti i rappresentanti della guerriglia ed hanno cominciato a dire tutto il peggio possibile e immaginabile contro il governo. “Se ne devono andare”! Poi abbiamo cominciato a capire che in realtà anche loro volevano la pace. Per cui abbiamo cominciato a spiegare a quelli del governo: “Sono arrabbiati ma sotto sotto abbiamo capito che vogliono la pace”. Quelli del Governo dicevano ancora peggio di quelli della ReNaMo.
Insomma alla fine nel luglio del 1990 per la prima volta si incontrarono le due delegazioni. E noi avevamo paura … invece per fortuna andò molto bene. Si diedero la mano, si salutarono. Certo si parlavano solo se c’eravamo noi in mezzo … Ed è iniziato il dialogo. Poi tutto questo è diventato un negoziato, per cui siamo diventati i mediatori in senso ufficiale. Questo avveniva il 10 luglio 1990, per cui noi pensavamo “Per Natale è fatta… avremo la pace”. Avevamo sbagliato di due anni. Perché, se è facile discutere, litigare e fare la guerra, è molto difficile fare davvero la pace, disarmare è molto difficile, per cui dovevamo trovare tutte le garanzie e anche i garanti che rassicurassero gli uni gli altri. Il Governo diceva “Non ci possiamo fidare di questi perché questi sono dei banditi”. E gli altri dicevano “Non ci possiamo fidare del Governo perché il Governo poi dice sempre che è colpa nostra. E la comunità internazionale tra i due dà retta al Governo, non dà retta a noi. Dobbiamo avere tutte le garanzie ed anche gli arbitri”…
Alla fine la pace si doveva firmare l’1 ottobre 1992 ma sorsero ancora problemi. E sapete che giorno era quando è stata firmata la pace? Il 4 ottobre, domenica e Festa di S. Francesco …
È stata un’avventura curiosa, veramente da artigiani. Io non ho nessun orgoglio: penso che tutti noi facciamo troppo poco rispetto a quello che possiamo fare. L’unico orgoglio è quello di poter dire “Lo vedete che si può fare!”. Che tutti possono in tanti modi costruire la pace!

ISSN 1974-2339
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