Il Cantico

monsjpegGarantire a tutti sicurezza alimentare, acqua, servizi igienici e sanitari “è non solo un necessità evidente ma è anche un imperativo morale”: lo ha ribadito l’arcivescovo Francis Chullikat, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, in due interventi nell’ambito del Gruppo di lavoro sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, fissati dall’Onu, da raggiungere entro il 2015.
Ci sono più vittime per fame e malnutrizione ogni anno che per malattie come Aids, malaria e tubercolosi messe insieme. “Quasi un miliardo di esseri umani nostri fratelli” vanno “a letto affamati ogni giorno”. Uno “scandalo”, ha denunciato l’arcivescovo Chullikat, puntando il dito contro “una crisi morale e umanitaria”, aggravata da politiche e pratiche finanziarie speculative sulle derrate alimentari, da conflitti armati, da risorse alimentari sprecate o dirottate dal consumo alla produzione di energia, e dall’incapacità di fornire l’accesso ai mercati ai produttori dei Paesi in via di sviluppo. È davvero uno “spettacolo grottesco” – ha osservato il rappresentante vaticano – assistere alla distruzione di prodotti alimentari per preservare prezzi più alti di mercato ai produttori, anzitutto del Paesi sviluppati. Una “pratica riprovevole”, che privilegia il profitto economico sulla pelle di quelli che muoiono di fame. “Non è distruggendo il sostentamento necessario alla sopravvivenza dei poveri – ha ammonito il presule – che possiamo immaginare di costruire un mondo più prospero e ricco”.
Altro tema dolente affrontato da mons. Chullikat è quello dell’acqua potabile e dei servizi igienici che pure devono essere garantiti a tutti, quale “diritto umano universale”, mentre oggi – ha ricordato l’osservatore permanente della Santa Sede – oltre 800 milioni di persone non hanno accesso a risorse idriche e altri milioni sono senza rifornimenti sicuri e sostenibili. E se l’acqua “non è una risorsa illimitata”, “il suo uso razionale e solidale richiede la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà”. Da qui, anche l’urgenza di creare “autorità competenti a livello regionale e transnazionale per la gestione congiunta, integrata, equa” delle risorse comuni come l’acqua. Ed anche per identificare le responsabilità personali, legali e finanziarie di chi impedisce ed ostacola l’accesso all’acqua potabile per tutti.

Servizio di Roberta Gisotti (Radio Vaticana 29-5-2013)

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