Estate: IV Tappa delle Tempora


CAMMINARE INSIEME
Nel Messaggio di Quaresima 2025, Papa Francesco, riprendendo la Bolla di Indizione del Giubileo “Spes non confundit”, dà alcune indicazioni su che cosa significhi camminare insieme. Egli vede in questa espressione il dinamismo di chi fa il passaggio dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio. Ed è un cammino che non si può fare da solitari, ma si deve fare insieme. “Lo Spirito Santo – dice il Papa – ci spinge ad uscire da noi stessi per andare verso Dio e verso i fratelli, e mai a chiuderci in noi stessi”. In questo “camminare insieme” risiede la sinodalità che è la “vocazione della Chiesa”.
Non ci può essere un cammino di conversione a prescindere dalla fraternità universale. Nel suo “Messaggio per la Giornata Mondiale per la cura del creato 2024”, Papa Francesco, citando Gioacchino da Fiore, invoca “un nuovo spirito di convivenza tra gli uomini, improntato alla fraternità universale e alla pace cristiana, frutto di Vangelo vissuto”.
S. Francesco non si fermava mai. Era sempre in cammino. Camminava lungo tutte le strade per poter incontrare gli uomini e aiutarli a compiere un cammino di conversione che li portasse a fiaccare le spade, le lance del suo tempo, a superare il mito delle crociate, del muro contro muro. Di fronte alla violenza, all’utilitarismo, alla potenza, all’efficientismo, egli poneva il primato dell’amore come dono. Egli voleva trasformare una società armata in una società di comprensione, di rispetto della dignità di ogni uomo e di ogni donna, che consiste nell’essere immagine e similitudine di Cristo che è il dono totale dato dal Padre all’umanità.
Ci chiediamo: ho anch’io, come S. Francesco, questa spinta ad affermare nel mondo il primato dell’amore come dono, effettuando così il passaggio dalla chiusura in me alla fraternità universale? oppure, come dice il Papa nel Messaggio di Quaresima 2025, sono “paralizzato, statico … adagiato nella mia zona di comodità”? o sono addirittura complice degli uomini arroganti che vogliono manipolare a loro piacimento e minacciare il mondo delle creature?

UN’ARMONIA CON TUTTE LE CREATURE
La fraternità di cui parla il Papa non è ristretta a gruppi o a conventicole di amici che stanno bene insieme perché condividono gli stessi valori e hanno le stesse idee.
Il Papa nel “Messaggio per la Giornata Mondiale per la cura del creato 2024” parla di una “armonia tra umani” che deve estendersi anche al creato. La vera fraternità non è mai circoscritta, ma è aperta a orizzonti sempre più ampi. La fraternità umana è il compimento della fraternità con tutte le creature.
L’uomo moderno ha cercato di diventare padrone del cosmo, di perseguire il mito della produzione illimitata, dell’assoluta libertà e di una felicità senza restrizioni.
Questa è la mentalità che segna il nostro tempo: una mentalità di padronanza, di sfruttamento della natura e di assoluto dominio dell’uomo sul mondo. Invece S. Francesco vede il sacro negli elementi cosmici in quanto portano il segno e l’annuncio del Creatore. Le creature da oggetti, come le vediamo noi, si trasformano così in “fratelli” e “sorelle” degne di rispetto e di cura.
S. Bonaventura dice che gli uomini peccando hanno perso il senso del sacro nell’universo. Allora Dio ha mandato la Sacra Scrittura perché gli uomini reimparassero a leggere nel creato l’Autore della vita. Ma questo messaggio di rispetto che S. Francesco ci comunica con la sua vita e che troviamo in particolare espresso nel “Cantico delle creature”, richiede di essere inverato nella riconciliazione con tutti gli uomini, con noi stessi e con Dio, perché se sono violento con la natura lo sono anche con gli altri uomini, con me stesso e con Dio. P. Ricoeur dice: “Io esploro la mia sacralità, decifrando quella del mondo”. Questo equivale a dire che rifiutando il sacro nel mondo, lo rifiuto anche in me stesso, in quanto io mi esprimo esprimendo il mondo (cf C. Bigi, Il Cantico delle creature di Francesco d’Assisi, Porziuncola, p. 26).
“Il messaggio di S. Francesco si propone come rovesciamento della nostra coscienza infelice: lodate, benedite, ringraziate e servite il Signore con grande umiltà. È questa la via della salvezza e della felicità”
(C. Bigi, ibidem, p. 102).

Lucia Baldo