Il Cantico

IL MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2013

Relazione di S.E. Mons. Mario Toso
Roma, 3-5 gennaio 2013

La Scuola di Pace, promossa dalla Fraternità Francescana e dalla Cooperativa Sociale Frate Jacopa, si è svolta a Roma dal 3 al 5 gennaio 2013, avendo al centro dell’attenzione il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale della Pace 2013 “Beati gli operatori di Pace”. Ne pubblichiamo la presentazione proposta nella ricca riflessione di S.E. Mons. Mario Toso, Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, evidenziandone punti salienti attraverso le interviste di Radio Vaticana a Mons. Toso (4/1/2013) e all’economista Prof. Riccardo Moro (5/1/2013) a cura del Dott. Alessandro Gisotti presente all’incontro. Nel prossimo numero del Cantico sarà dato ampio spazio all’approfondimento di S.E. Mons. Toso su “I mercati finanziari al servizio del bene comune della pace” assieme agli interessanti contributi proposti dagli altri relatori: “Pace e fede nella esemplarità di S.Francesco” (P. Lorenzo Di Giuseppe, docente di teologia morale); “Convivenza possibile in un mondo impossibile, tra cristianità e islam”. Presentazione del Santuario Mariano di Olovo in Bosnia a cura della giornalista Ljiljana Dzalto; “Per andare oltre la crisi un nuovo pensiero economico.Tra interdipendenza, ricerca del benessere e scandalo della povertà” Prof. Riccardo Moro (docente di economia politica Università di Milano); “Memoria, diritti umani e pace”. Prof. Antonio Parisella (docente di storia contemporanea Università di Parma).

PREMESSA Il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2013 di Benedetto XVI1 ha avuto vasta eco nel mondo, come anche in Italia, sebbene qui siano prevalse letture parziali e distorcenti, secondo le quali il pontefice avrebbe voluto attaccare il matrimonio omosessuale e misconoscere la dignità umana dei gay. In realtà, il matrimonio omosessuale non viene nemmeno nominato nel Messaggio. Questo non contiene alcun attacco omofobico e non istiga alla violenza contro gli omosessuali. Benedetto XVI ha inteso, piuttosto, mettere in luce la verità antropologica e naturale della struttura del matrimonio monogamico fra un uomo e una donna, sfidando il conformismo che spesso anima l’intellettualità convenzionale e il mondo dei media: verità che sarebbe tradita sul piano giuridico da tutti quei tentativi che vorrebbero equipararla ad altre unioni meno stabili, meno dichiaratamente funzionali alla propagazione della specie e al bene comune. Il pontefice non si pronuncia sul piano delle garanzie giuridiche che debbono essere garantite alle altre unioni. Afferma semplicemente che l’unione fondata dal matrimonio tra un uomo e una donna non va sottostimata o sottodimensionata, quando invece dovrebbe essere giuridicamente premiata per la sua valenza sociale e per il più di stabilità che offre.scuola-di-pace01

La polemica sui presunti atteggiamenti del pontefice nei confronti delle unioni omosessuali ha, purtroppo, distolto l’attenzione dalla parte centrale del Messaggio e dei suoi contenuti principali. Un tale Messaggio si presenta, come è stato rilevato da più parti, come una summula del precedente magistero. Perviene ad un simile livello di sintesi saldando insieme – in realtà, evidenziando ciò che era già stato congiunto dal precedente magistero – il tema dello sviluppo integrale con la pace. Detto altrimenti, l’innata vocazione dell’umanità alla pace è innestata nel tronco del desiderio naturale di una vita piena, felice e ben realizzata. L’aspirazione alla pace coincide così, per molti versi, col desiderio dello sviluppo integrale del proprio e dell’altrui essere, della famiglia umana. Risponde, in ultima analisi, al primo principio morale, al dovere-diritto del compimento umano, sociale, comunitario, aperto alla trascendenza.

Poiché lo sviluppo integrale di ogni uomo e di ogni popolo sta al centro del bene comune come punto di riferimento della realizzazione di quest’ultimo, si può ricavare che, analogamente, la pace ne è stella orientatrice. La pace è non solo un altro nome dello sviluppo integrale ma è anche un altro nome del bene comune della famiglia umana. Ciò posto, afferma Benedetto XVI, «si può ritenere che le vie di attuazione del bene comune siano anche le vie da percorrere per ottenere la pace» (n. 3, p. 8). In questo insieme di connessioni si trova lo scheletro portante di gran parte del Messaggio in esame.

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