Il Cantico

calendario 2017

Il Calendario Francescano 2017 vuole aiutarci, alla luce dell’“Amoris Laetitia”, ad aprire gli occhi e il cuore sulla bellezza della famiglia. L’andare di mese in mese alla riscoperta di ciò che costituisce la gioia della famiglia possa essere di stimolo a custodirne la preziosità e a rigenerarne la fecondità, per apprendere ad abitare la terra come unica famiglia umana

L’Esortazione Apostolica “Amoris laetitia” sull’amore nella famiglia, si pone nella linea della Misericordia e di un dialogo sempre aperto a ulteriori sviluppi e novità di prospettive (cf AL 3).
L’approccio dell’Esortazione si fonda sulla “concretezza”, nella consapevolezza che “la realtà è superiore all’idea” (EG 231). Questo non significa che idea e realtà siano alternative tra loro, ma che devono essere in dialogo poiché solo la realtà “illuminata dal ragionamento” (EG 232), ci coinvolge, ponendoci sul piano dell’esperienza, nell’ottica dell’incarnazione. L’“Amoris laetitia” rifugge da un’impostazione astratta e ideologica poiché, ispirandosi allo sguardo misericordioso del Padre che si china sulla realtà così com’essa è, fatta di gioie e di dolori, di santità e di infedeltà, di miseria e di resurrezione, propone come modello Cristo che ha condiviso con tutti, nella quotidianità, momenti di vita lieti e tristi, vivendo a contatto con i peccatori, poiché sono i malati, non i sani, ad avere bisogno del medico.
L’“Amoris laetitia” prospetta un modello di Chiesa che sia compagna di viaggio della famiglia perché quest’ultima non sia abbandonata al suo destino, ma senta accanto a sé una presenza autorevole e amorevole al tempo stesso, che l’aiuti a comprendere l’autentica volontà di Dio. Di qui l’importanza del discernimento a cui le coscienze devono essere educate camminando insieme alla Chiesa.
L’“Amoris laetitia” presenta una visione dell’amore misericordioso che si fa accogliente in una proporzione che è “fuori misura”, eccedente i meriti e i demeriti di ciascuno. Nella prospettiva di porre l’accento su una Chiesa intesa come Famiglia delle famiglie umane e dei popoli con le loro storie e le loro diverse tradizioni e culture, emerge il dinamismo dell’essere perennemente “in uscita”, aperti all’incontro e al dialogo propri di una Chiesa che vuol essere inclusiva per vivere come popolo in cammino che non vuol perdere nessuno lungo la strada, nemmeno (anzi soprattutto) chi è più fragile e più lento.
Tra le parole chiave dell’Esortazione apostolica, la prima e quella che in questo calendario abbiamo voluto evidenziare maggiormente, è la gioia. In continuità con “Evangelii Gaudium”, nell’“Amoris Laetitia” si passa dalla gioia del Vangelo alla gioia della famiglia. Lo si vede fin dalle prime parole dell’“Amoris laetitia”: “La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa” (AL 1). Ciò non significa che si idealizzi la vita familiare, poiché vengono enumerati molti aspetti della crisi che rendono oggi difficile formare una famiglia e mantenersi fedele ad essa. Si parla della “cultura del provvisorio” in cui siamo immersi e che ci rende refrattari a compiere scelte definitive di qualunque tipo. Si fa riferimento “alla rapidità con cui le persone passano da una relazione affettiva ad un’altra” (AL 39), al “narcisismo” che “rende le persone incapaci di guardare al di là di se stesse, dei propri desideri e necessità” e così via. Ma, proprio per questi limiti, anzi in ragione di essi, quello che vale la pena di riscoprire è che “l’amore dà sempre vita” (AL 165), nel senso che la famiglia non è solo l’ambito della generazione, ma è anche il luogo “dell’accoglienza della vita che arriva come dono di Dio” (AL 166).
La famiglia è altresì “il luogo dove si insegna a cogliere le ragioni e la bellezza della fede, a pregare e a servire il prossimo” (AL 287), il luogo dove ci “si rallegra della felicità dell’altro…” (AL 110). Senza minimizzare le grandi possibilità di male e i rischi di caduta a cui la famiglia è esposta quotidianamente, proprio per l’elevato grado di prossimità che in essa realizza, noi sappiamo che, secondo la visione cristiana, nella famiglia può trovare spazio un amore per l’altro che dona “il gusto di contemplare e apprezzare ciò che è bello e sacro del suo essere personale” (AL 127).
Oggi prevalgono stili di vita improntati al consumismo, che impoveriscono il senso estetico, spengono la gioia e la tenerezza. Invece la famiglia è una luce che brilla e scalda i cuori.
“Ogni casa è un candelabro” (Borges), un “concreto vivente” (Guardini) che illumina le tenebre del mondo minacciato da “un individualismo esasperato che snatura i legami familiari e finisce per considerare ogni componente della famiglia come un’isola…” (AL 33).
La famiglia oggi è attaccata proprio perché esprime una forza tenace difficilmente manipolabile e strumentalizzabile dai condizionamenti esterni. Essa è una presenza “resiliente”, forte e sempre nuova, dinamica e fedele a se stessa. “Così i coniugi cristiani dipingono il grigio dello spazio pubblico riempiendolo con i colori della fraternità…” (AL 184) e, “partecipando al mistero della croce di Cristo, che trasforma le difficoltà e le sofferenze in offerta d’amore” (AL 317), possono sperimentare la presenza del Signore risorto

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