Il Cantico
Rimotivare nell’uomo il senso dell’attesa e della speranza | ilcantico.fratejacopa.net

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Il tema della vita contempla la necessità di coniugare tra loro libertà-responsabilità-verità.
L’essere umano va trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile alla vita. Questo valore si applica a tutti indistintamente. Per il solo fatto di esistere, ogni essere umano deve essere pienamente rispettato. Si deve escludere l’introduzione di criteri di discriminazione, quanto alla dignità, in base allo sviluppo biologico, psichico, culturale o allo stato di salute. Si tratta di un diritto “che si basa sulla legge naturale iscritta nel cuore dell’uomo e presente nelle diverse culture e civiltà. Rimuovere i diritti umani da questo contesto significherebbe restringere il loro ambito e cedere a una concezione relativistica, secondo la quale il significato e l’interpretazione dei diritti potrebbero variare e la loro universalità verrebbe negata in nome di contesti culturali, politici, sociali e persino religiosi differenti. Tuttavia tale ampia varietà di punti di vista non deve oscurare il fatto che non solo i diritti sono universali, ma lo è anche la persona umana, soggetto di questi diritti” (Benedetto XVI).

Purtroppo l’attuale cultura è caratterizzata da un nuovo rapporto dell’uomo con se stesso e con la natura. In un certo senso la tecnologia, nella cultura attuale, diventa globale. È nato lo “scientismo tecnologico”, l’ideologia secondo cui la conoscenza, al tempo stesso ultima, unica intersoggettiva, unica utile, è la conoscenza misuratrice capace di assicurare il dominio tecnico sull’oggetto che può essere indefinitamente plasmato, compreso l’essere biologico, psicologico, mentale e sociale dell’uomo.
Una cultura che concepisce l’“essere” non come qualcosa di proveniente da una origine superiore, ma come termine di modificazioni, di trasformazioni, come in attesa di conferimenti di significato da parte dell’uomo: il mondo non ha un significato, è l’uomo che si trova a dare significato al mondo, e quindi l’uomo è la norma a se stesso, è norma al mondo.

Lo scientismo tecnologico è quindi il fatto al tempo stesso fondamentale e caratteristico della cultura moderna, della cultura oggi dominante, che fa dell’uomo il padrone di se stesso e di ciò che lo attornia; un “io” onniproprietario e onniconsumatore che in ultima analisi uccide in sé l’uomo. Infatti, se è questa la cultura moderna e dominante che caratterizza la nostra epoca, va anche riconosciuto che si tratta di una cultura che non paga. E la dimostrazione di ciò sta nella crescita della violenza, della sopraffazione, del genocidio, dell’arbitrio, nonché dell’aborto, dell’eutanasia, del suicidio come espressione di liberazione: liberazione dalla responsabilità, dall’impegno, dalla solidarietà, dalla convivenza e dalla coscienza vera di se stessi.

Combattere questa mentalità è doveroso per chi crede nella vita. Ecco che allora va aiutato l’uomo a ricercare nel profondo del cuore la risposta alle domande che permettono di giungere alla questione ultima dell’esistenza, cioè al fondo della vita stessa, rimotivando in lui il senso dell’attesa e della speranza. È qui che sgorga il profondo significato vero del termine “responsabilità”. È guardando alla norma morale come ad un’esigenza intrinseca della ricerca e condizione del suo pieno valore nell’approccio alla verità, che si realizza il vero senso della democrazia. “È una preoccupante deriva pensare che la volontà di una maggioranza possa determinare l’accettabilità morale di una legge”; al contrario “il valore della democrazia sta o cade con i valori che essa incarna o promuove” (Giovanni Paolo II). L’uomo – anche in nome di una democrazia che non può disconoscere il valore fondamentale e non negoziabile della vita – è destinato a scegliere la “verità”, perché la scelta della “verità” non implica la perdita della “libertà”. Quella “verità” che è nell’uomo, in ciascun uomo.

Maria Grazia Colombo
Presidente Nazionale AGESC Associazione Genitori Scuole Cattoliche

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2 Comments for this entry

  • Lucia says:

    E’ bella quest’immagine di una giovane donna che sa guardare lontano, oltre se stessa per indicare che il mondo non può essere chiuso nei ristretti limiti della volontà e dell’intelligenza umana che soffocano ogni attesa di novità e ogni forma di speranza!

  • rita says:

    Sono d’accordo con Lucia, servono immagini come questa per guardare oltre l’apparenza. Servono giovani donne e uomini capaci di guardare lontano !

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