Il Cantico
Speiale Scuola di Pace: formazione umana e ambiente | http://ilcantico.fratejacopa.net

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Casa Frata Jacopa ha ospitato nel mese di giugno il secondo appuntamento della Scuola di PaceL’ambiente e l’universo francescano” che ha puntato l’attenzione sul rapporto tra formazione umana e ambiente.

I tre “sguardi” proposti dalle stimolanti riflessioni di P. Josè Antonio Merino (Pontificia Università Antonianum), del Prof. Pierluigi Malavasi (Direttore dell’Alta Scuola per l’Ambiente – Università Cattolica di Brescia) e della Dott.ssa Loretta Guerrini (Università degli Studi di Bologna) hanno messo in evidenza l’importanza e la profondità della tematica proposta.

A partire dal contributo del Prof. Merino su “S. Bonaventura: il creato come dimora” che ha prospettato la visione dell’universo come immagine della Trinità, per cui il creato è grazia, orma, vestigia ed ogni essere è parola e memoria del creatore, siamo stati posti immediatamente di fronte al problema di ritrovare la capacità di ascoltare, di vedere, di contemplare, e dunque davanti alla necessità di una pedagogia del cuore e dello sguardo per poter ricomprendere il nostro posto nel mondo.

Disattendere la formazione, il processo di conversione che il coniugare l’ecologia umana e l’ecologia ambientale esige, significa impoverire la propria identità personale e porsi su una strada di alienazione e di infelicità, disattendendo l’originario disegno di Dio sull’umanità e la creazione tutta. Il Prof. Malavasi, portando il punto di vista pedagogico, ci ha accompagnati a comprendere i rapporti tra “Sviluppo umano, educazione all’ambiente e fraternità”, ponendo la sua relazione nell’orizzonte caloroso della fraternità e dell’educazione come offerta di sé all’altro, nel contesto di un pianeta che soffre sotto i colpi della nostra superficialità dove lo sviluppo è ben poco attento alla persona, alla sua dignità, ai suoi diritti. Ne deriva la necessità di mettere a frutto il sentire etico come assunzione di responsabilità volta a perseguire uno sviluppo equilibrato e durevole (sostenibile) per un rinnovato patto tra l’uomo e l’ambiente. Dopo aver condiviso alcune prospettive dell’Alta Scuola dell’Ambiente in merito al coniugare i diversi saperi in funzione del ripensare lo sviluppo, il relatore, sottolineando l’importanza di mantenere unite l’attenzione all’ecologia e all’economia perché entrambe rimandano alla cura della casa comune, ci ha rivolto un accorato appello in quanto francescani a mettere a frutto la possibilità di trasformazione insita nell’assunzione di uno stile di vita sobrio e essenziale. La conversione riguardo all’ambiente è via di responsabilità dove imparare nella quotidianità a rendere concreta la fraternità e a farci fratelli anche delle future generazioni, a mobilitarci per una città di costruzione del bene comune, proprio a partire dal fondamento spirituale.

La Dott.ssa Guerrini affrontando il tema “Interrogativi sulla percezione dell’ambiente a partire dalla sua rappresentazione” attraverso un suggestivo excursus filmico e artistico, ci ha fatto riflettere su come una formazione all’ambiente non possa prescindere dalle immagini originarie collegate con gli archetipi. L’esempio lo abbiamo in S. Francesco nel Cantico delle Creature e oggi basti pensare alle immagini simboliche del film “Home”. Il rapporto educazione e immagine è fondamentale perché occorre creare una forma di educazione che vada a toccare non solo la informazione ma l’habitus profondo, vale a dire il sentire della persona. È l’interiorità infatti che è chiamata a rinnovarsi: il nostro ambiente è il nostro specchio, riflette noi e quello che siamo. La consapevolezza dell’ambiente può scaturire solo da una soggettività che partecipa e che ha cura di crescere nel rapporto col sacro e nell’armonia tra materia e spirito.

Nell’ultima relazione “L’etica come tutela del creatoP. Merino, dopo aver fatto chiarezza tra le visioni ecologiche (ecocentrismo, dove la natura è al centro; biocentrismo dove il punto di partenza è la vita (bios); antropocentrismo, dove l’uomo è al centro e viene rispettato il posto speciale a lui assegnato di amministratore del creato), ha prospettato il passaggio dall’etica intesa come dovere all’etica come condotta, comportamento, nel contrappunto di quella “simpatia cosmica” che S. Francesco ha testimoniato; una simpatia cosmica intesa in senso teologicamente pieno con tutto ciò che comporta di fraternità-sororità con le creature e di avvio di un percorso di convivialità proprio come fatto di compimento della nostra umanità. Senza passare dal “carattere mercantile”, proprio della civiltà di oggi, al “carattere amoroso”, non sarà possibile dare luogo alla responsabilità ambientale a cui siamo chiamati non solo dal “qui e ora” ma dal “qui e dopo”: il creato va custodito come casa di tutti gli uomini presenti e futuri.

Nella crisi di valori attuale l’etica ambientale ha bisogno più che mai della dimensione religiosa che ci collega alle origini e ci alimenta di quelle origini. E il pensiero francescano può offrire un supplemento d’anima perché l’uomo non sia nell’ottica del dominio e della misurazione del creato ma nella contemplazione e nella celebrazione. L’intensità e la forza delle argomentazioni proposte, assieme ai molteplici interventi dei partecipanti, ha ancora una volta portato in presenza la stringente attualità del tema ma soprattutto ha evidenziato la fecondità del ripensare l’ambiente a partire dalle fonti. Si è dischiuso sempre più davanti ai nostri occhi la ricchezza del pensiero francescano, l’urgenza di farlo più nostro, di meditarlo, di assumerlo via via per poterne trarre percorsi di speranza per il presente e per il futuro.

Abbiamo sentito nel contempo ancora più vivo e vero l’alto monito del Santo Padre proprio di queste giornate “L’ecologia umana è una necessità imperativa”. Ed il percorso della Sessione ha reso pienamente ragione del fatto che “Il futuro del pianeta è quello dell’umanità e della qualità del nostro vivere insieme e tutto questo si costruisce nella coscienza della persona o non si costruisce affatto” (Dall’Introduzione a “Pedagogia Verde” P. Malavasi, Ed. La Scuola Brescia).

Ancora una volta abbiamo assaporato la valenza della “Scuola di Pace” quale autentico laboratorio fraterno per mobilitarci a rispondere dello statuto creaturale oggi, mantenendo viva nel discernimento l’interpellanza al cambiamento e la ricerca di modi e vie per una operatività frutto di fedeltà rinnovata.

A cura di Argia Passoni

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