Il Cantico

Elena Bragion nacque nel 1904 a Villa Estense (Padova) dove il padre lavorava come fattore dei conti Estensi. Ebbe tre sorelle e due fratelli. Frequentò la scuola fino alla quarta classe delle elementari. Sposatasi in giovane età con Francesco, padovano anch’egli, ebbe 10 figli. La sua vita, fra lavoro domestico, lavoro nei campi e vendita dei prodotti della terra al Mercato delle Erbe di Bologna, dove si era trasferita col marito, era una vita di lavoro duro e di preghiera.
Sempre accolse i poveri che bussavano alla sua porta, invitandoli anche a sedere alla sua mensa; si dedicò al loro aiuto anche come volontaria dell’Eca, associazione cattolica per i bisognosi. Era solita recitare il Santo Rosario tutte le sere con i figli, tanto numerosi quanto vivaci; a loro riuscì ad impartire un’educazione severa , spartana ma attenta ai bisogni degli umili e dei sofferenti.
La lettera testamento fu dettata prima di morire nel 1998 in dialetto veneto ad una delle sue nipoti che poi la tradusse in lingua italiana, con la preghiera che essa fosse aperta solamente dopo la sua morte.

Riportiamo il testamento spirituale di una cristiana autentica che nella sua vita, benedetta quotidianamente dal lavoro assiduo e dalla preghiera fervente, divenne per i suoi figli testimone esemplare di fede pura e di amore santo. Il profumo di Vangelo, che la sua esperienza ci dona, ci interpella profondamente a ripensare i nostri stili di vita perchè siamo nell’oggi capaci di rimandare alla speranza che ci è stata donata.

Carissimi figli,
il mio primo desiderio è quello di dirvi di conservare in voi sempre pura la fede.
In essa troverete la forza di superare le inevitabili prove della vita.Il dono della fede è grande e vi renderà contenti anche nel dolore perché esso purifica.

Amatevi l’un l’altro, sempre.testamento

Abbiate un cuore grande, per chi è sfortunato più di voi.

Sappiate essere sempre veri cristiani come nel giorno che foste battezzati.

Non tradite mai la nostra santa religione.

Nella vita vedrete attorno a voi delle persone moralmente e fisicamente sofferenti.

Sappiate, appena potete, con una buona parola o con un’elemosina, tergere quelle sofferenze.

Ricordatevi che anche un bicchiere d’acqua data per amore di Dio vi sarà ricompensato con tante grazie.

Sappiate ringraziare Iddio delle gioie che vi concederà nella vita.

Non chiudetevi mai nell’egoismo, perché non sarete benedetti dal Signore.

Non fate mai soffrire la vostra famiglia, cercate di amarla tanto, secondo il cuore di Dio.

Vi ringrazio di quanto mi avete dato di buono nella vita terrena, ora datemi preghiere e suffragi.

Vi saluto e vi stringo tutti indistintamente al cuore.

La vostra Mamma

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