Il Cantico

DUNS SCOTO

18/12/2012

Parigi, 1303: è il momento di massima tensione fra il re di Francia Filippo IV e il papa Bonifacio VIII. Il re ordina a tutti i maestri del regno di sottoscrivere un libello di denuncia contro “colui che siede per diabolica macchinazione simoniaca sul soglio pontificio”. Duns Scoto, francescano, giovane professore all’università di Parigi, è tra i pochi che si rifiuta di firmare per fedeltà al Papa. Il suo Ordine lo destina all’Università di Oxford per preservarlo da possibili persecuzioni. È l’incipit drammatico del film che i Frati Francescani dell’Immacolata hanno prodotto per ricordare il “professor sottile” della scolastica ma soprattutto il beato, proclamato tale da Giovanni Paolo II nel 1993. L’impresa presentava notevoli rischi: non era sicuramente facile trasferire sullo schermo la vita di un francescano la cui vivacità è stata tutta interiore e che ha trascorso la vita in conventi o in aule universitarie (prima a Parigi, poi a Oxford ed infine a Colonia). Agostino, il serial televisivo della Lux Vide sul vescovo d’Ippona è stato l’ultimo tentativo di sceneggiare la vita di un filosofo cristiano, ma in quel caso non mancavano elementi, dalla giovinezza sregolata all’assedio di Ippona da parte dei Vandali, per alternare scene di azione a momenti di riflessione; non così per Duns Scoto, che rischiava seriamente di restare un’opera per addetti ai lavori. In effetti alcune scene sono dedicate a presentare alcuni tratti salienti della sua dottrina, anche se la narrazione è stata alleggerita con l’espediente di un colloquio fra Duns Scoto ed i suoi allievi: si inizia con una discussione sul rapporto fra intelligenza e volontà umane per poi cercare di comprendere il vero senso della libertà umana e dell’onnipotenza di Dio, a cui segue una bella riflessione sull’Eucaristia.

DUNS-SCOTOLa bellezza del film sta invece altrove ed ha meritatamente vinto il primo premio come miglior film e miglior protagonista all’International Catholic Film Festival del 2011: non ci viene presentata la profondità e originalità delle idee di Duns Scoto ma prima di tutto la storia di un uomo: un francescano ricco di doti umane che confida in Dio e che usa la sua intelligenza come strumento per dar gloria al suo Creatore. Accetta volentieri di rispondere a tutte le domande dei suoi allievi come quelle che gli pone Guglielmo di Occam, ma alla fine ricorda a tutti che pregare è il miglior modo per chiarire ogni dubbio. Umile e ubbidiente ai suoi superiori, mostra grande delicatezza umana quando vorrebbe sottrarsi a una disputa dottrinale per evitare che il suo “rivale” domenicano possa restarne umiliato. In effetti, Duns Scoto, tornato a Parigi, viene invitato in una pubblica disputa a presentare le sue idee sull’Immacolata Concezione, ipotesi a quell’epoca poco considerata perché non sostenuta dal grande Tommaso d’Aquino. La disputa costituisce il baricentro del film ed è stata un’ottima scelta quella di non puntare a evidenziare il Duns Scoto teologo e uomo di fede che ha potuto sentire l’ineludibile verità dell’Immacolata Concezione. In conclusione si tratta di un film coraggioso, ben realizzato ed anche se il pubblico laico non è molto rappresentato potrà piacere a tutti coloro che sapranno apprezzare il modo con cui sono stati affrontati alcuni temi universali della fede cristiana. Al di là di qualsiasi giudizio tecnico, il film ha una dote molto particolare: eleva l’anima.

Il film è disponibile in DVD, ordinabile via Internet o presso una libreria cattolica.

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