Il Cantico

Conclusioni area tematica- Domenica 15 settembre 2013

malavasijpegCustodire il creato, custodire la vita, custodire le relazioni, a partire da quelle familiari: un’indicazione forte del Magistero di papa Francesco (Omelia del 19 marzo 2013), che richiama una pace declinata come legame stretto tra ecologia ambientale ed ecologia umana. Tale ampiezza di orizzonte e complessità hanno accompagnato i lavori dell’Assemblea, il cui tema trasversale coinvolge la formazione alla responsabilità di una pluralità di soggetti. Abbiamo individuato quattro sfide, in particolare:

Rigenerare le periferie violate del creato
• Abbiamo ascoltato storie di periferie ambientali, di terre in cui è stata portata bruttezza e degrado dall’inquinamento o dal mutamento climatico, storie di sofferenza e di morte (come Pozzuoli, Taranto, Casale Monferrato, Sulmona).
• Abbiamo sottolineato l’importanza di riscoprire l’appartenenza al luogo ed al territorio, di valorizzare le relazioni che lo caratterizzano, di presidiarne la vivibilità, in un’interazione costruttiva tra locale e globale.

Coltivare la memoria, custodire il futuro
Le famiglie sono ambiti privilegiati di educazione alla custodia del creato, nell’incontro tra generazioni e nella trasmissione di esperienze.
• Le comunità ecclesiali hanno risorse peculiari per una formazione in tal senso (si pensi alla Giornata del Creato ed a quella del Ringraziamento) ed i nostri oratori possono essere laboratori di talenti. • Un ruolo strategico è quello di scuola ed università, per un’informazione ed una ricerca che si facciano formazione competente, nel segno della multidisciplinarietà.
• Ciò che interessa è far crescere un’attiva cittadinanza ambientale, capace di esprimersi anche in occasioni ed eventi pubblici (come l’Expo 2015).

Diventare testimoni di conversione ecologica
• Dall’individualismo consumista dello spreco… a stili di vita intessuti di sobrietà e di cultura della bellezza… con un’attenzione specifica per l’efficienza energetica degli edifici – anche ecclesiali – nel segno di forme di riscaldamento ed illuminazione sostenibili.

Lavoro o ambiente: è una scelta?
• Rifiutare il ricatto violento dello scambio tra lavoro ed ambiente; per forme di lavoro buono, che riducano il consumo di natura e lo spreco dei beni ambientali primari (acqua, suolo, aria, biodiversità, energia), promuovendo uno sviluppo sano, durevole, generativo di capitale sociale e benessere.
• Per buone pratiche imprenditoriali socialmente responsabili – quelle che spesso sono legate a tante famiglie coraggiose ed ispirate dalla fede.
• Per un’agricoltura multifunzionale, che non produca solo merci, ma anche relazioni, beni immateriali, cibo, ospitalità.
• Per una finanza che recuperi la propria originaria ispirazione etica. Sono diversi i soggetti interpellati per questa transizione:
• Famiglie: ambiti di scambi intergenerazionali, rivolti al futuro e radicati in luoghi concreti e nella memoria del passato.
• Comunità ecclesiali, che sappiano vivere di una “cultura del Cantico”, ma anche valorizzare le indicazioni della Dottrina Sociale della Chiesa, per promuovere… reti ed alleanze che coinvolgano pure la società civile e i diversi soggetti istituzionali ed imprenditoriali, in un dialogo ed un impegno condiviso.
“Speranza e futuro presuppongono memoria, la memoria dei nostri anziani è il sostegno per andare avanti nel cammino. Il futuro della società italiana è radicato negli anziani e nei giovani (…) Queste riflessioni non interessano solamente i credenti ma tutte le persone di buona volontà, tutti coloro che hanno a cuore i problemi del Paese, proprio come avviene per i problemi dell’ecologia ambientale che può molto aiutare a comprendere quelli dell’ecologia umana” (dal Messaggio di Papa Francesco alla Settimana Sociale).
La custodia del creato, dunque, è un luogo di incontro e di dialogo, che può diventare anche via per l’annuncio di fede.

Prof. Pierluigi Malavasi

Ordinario di Pedagogia dell’organizzazione e sviluppo delle risorse umane
Università Cattolica del Sacro Cuore

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